giovedì 11 febbraio 2010

Significato termine: euforia

EUFORIA: senso di benessere che si manifesta con gioia, vivacità, fervore di attività; può dipendere da una favorevole situazione fisica e spirituale, essere determinato da disturbi del sistema nervoso o dall'effetto eccitante di farmaci, droghe, alcol.
Dal greco: euphoria, composto di:
eu= bene più un derivato di pherein= sopportare.
Sinonimi: esaltazione,felicità, entusiasmo, eccitazione.

Significato termine: entusiasmare

ENTUSIASMARE: riempire di entusiasmo, appassionare, infiammare, esaltare.
Entusiasmarsi: farsi prendere dalla passione per qualcosa.
Sinonimi: eccitare, elettrizzare.
ENTUSIASMO:
1)Sentimento intenso di gioia, meraviglia, ammirazione; anche dedizione assoluta ad un ideale, coinvolgimento intenso.
2)Presso gli antichi Greci, l'essere invaso da una forza divina; riferito ai poeti, l'essere ispirato da una divinità. Dal greco, infatti, enthusiasmos: "essere posseduto da un Dio".
Sinonimi: ardore, eccitazione, esaltazione, ebbrezza.

mercoledì 10 febbraio 2010

Parole del giorno 10/02/10

Durante l’interrogazione di storia risalente a questa mattina, abbiamo incontrato il verbo GALVANIZZARE e nella ricerca di significati di questo verbo, siamo risaliti ad altri due verbi: entusiasmare e rendere euforico. Così vi do il significato e la definizione di questi termini.
GALVANIZZARE:
1)Eccitare, stimolare comunicando entusiasmo. ES.:”Il suo discorso ha galvanizzato l’intera folla”
2)In ambito medico, stimolare per mezzo di una corrente elettrica continua. ES.:”Galvanizzare un muscolo, un nervo.
3)In ambito chimico e della elettrotecnica, sottoporre a galvanostegia.
SINONIMI: Elettrizzare, entusiasmare, infiammare, accendere, esaltare, elettrizzare.
Esistono perciò diverse parole derivanti da questo verbo come l’aggettivo galvanico, il sostantivo galvanismo, la galvanizzazione ecc.. Tutte queste parole a loro volta derivano dal nome del fisico bolognese L. Galvani. Ecco una ricerca per approfondirne le origini:
Luigi Galvani nacque il 9 settembre 1737 a Bologna, città nella quale trascorse quasi tutta la sua vita.
Compiuti i primi studi, secondo la moda del tempo, in lettere e filosofia, si laureò nel 1759 in filosofia e medicina. Seguì le lezioni di Gaetano Tacconi per filosofia e chirurgia, Domenico Maria Gusmano Galeazzi per anatomia, Jacopo Bartolomeo Beccari e Giuseppe Monti per chimica e storia naturale. Sposò, nel 1762, Lucia Galeazzi, figlia del suo insegnante, che fu per tutta la vita compagna affettuosa e preziosa collaboratrice. L’attività di Galvani si divise tra la pratica, la professione medica, la ricerca e l’insegnamento. Sentì l´esercizio della medicina come una missione, rinunciando spesso a percepire onorari per dedicarsi alla cura dei poveri.
Membro dell´Accademia delle Scienze dell´Istituto di Bologna fin dal 1761, divenne nel 1766 professore di anatomia dell´Istituto delle Scienze e custode delle camere anatomiche (carica che comportava anche il compito di tenere lezioni pubbliche per chirurghi, pittori e scultori). Divenne lettore in medicina nell´Università nel 1768 e nel 1775 sostituì questo incarico con quello di lettore di anatomia pratica. Nel 1782 fu nominato professore di ostetricia nell´Istituto e custode della camera corrispondente.Teneva pubbliche lezioni nella Sala del Teatro Anatomico e nella propria casa, dove aveva raccolto una ricchissima biblioteca (ca. 400 volumi, tra i quali testi di Ippocrate, Galeno, Avicenna e le opere più importanti della medicina del settecento) e allestito un laboratorio nel quale conduceva gli esperimenti.

Oggi, quindi...

....ci siamo trasferiti. Come vi sembra il cambio?

martedì 9 febbraio 2010

Mito di Pelope


Pelope (greco Πέλοψ) è una figura della mitologia greca.
Il suo dominio si estese a tutta la penisola, che da lui prese il nome di Peloponneso (Pélopos + nésos, l'isola di Pelope), nonché fondatore dei giochi olimpici e signore della città greca di Pisa. Era figlio di Tantalo e Dione.
LE ORIGINI
Tantalo, figlio di Zeus, per provare l'onniscienza degli dei li invitò ad un banchetto in cui offrì loro le carni del giovane figlio Pelope. Essendosi accorti del macabro inganno, tutti i celesti allontanarono i piatti, eccetto Demetra che, sconvolta dalla perdita della figlia Kore, non vi badò e divorò una spalla. Dopo aver punito Tantalo gli dei resuscitarono Pelope, fornendogli una spalla d'avorio, creata da Efesto. Secondo altri autori Pelope era nato con quella malformazione e dopo essere stato assassinato, Rea, la divinità della terra gli diede con un soffio nuovamente la vita. Secondo un'altra versione, al banchetto indetto dal padre Tantalo, al quale partecipavano anche gli dei, Poseidone vedendo Pelope se ne innamorò, portandolo con sé sull'Olimpo. A causa della colpa del padre (l'aver offerto a degli uomini nettare e ambrosia, colpa per la quale fu condannato a sopportare eternamente la fame e la sete nel Tartaro) venne però rispedito sulla terra.
LA GARA
Pelope, inizialmente viveva nella terra lasciata dal padre, la Paflagonia dove governava con giustizia sia la Frigia sia la Lidia. Costretto da un'invasione di barbari, intraprese un viaggio attraverso la Grecia alla ricerca di un regno da governare. Giunse quindi alla corte del re Enomao. Questi era il re di Pisa (in Elide), figlio del dio Ares, e non aveva mai acconsentito a concedere la mano della figlia Ippodamia ai giovani che la corteggiavano perché un oracolo gli aveva predetto che sarebbe morto per mano del proprio genero. Enomao possedeva dei cavalli divini, Psilla (pulce) e Arpinna (razziatrice), perciò, sapendo di non poter essere mai battuto, proponeva ai pretendenti della figlia di gareggiare con lui in una corsa di carri: se avessero vinto, avrebbero sposato Ippodamia, in caso contrario sarebbero stati uccisi. Già tredici giovani avevano perso la vita, sicché quando Pelope arrivò a Pisa con un carro leggerissimo e cavalli alati datigli da Poseidone e s'innamorò d'Ippodamia, fu terrorizzato dalla vista delle teste degli sfortunati pretendenti, inchiodate alle porte del palazzo d'Enomao. Decise quindi di vincere la gara slealmente: corruppe l'auriga Mirtilo, figlio di Hermes anch'egli infatuato della figlia del re, promettendogli che non appena avesse vinto la corsa, gli avrebbe permesso di passare una notte con la principessa Ippodamia. Mirtilo, accettando l'offerta di Pelope, tolse i perni degli assali del carro di Enomao e li sostituì con dei pezzi di cera. Durante la corsa le ruote si staccarono, il carro si rovesciò ed Enomao morì. Successivamente Pelope, certamente geloso dell'amore d'Ippodamia, annegò l'auriga che, in punto di morte, invocando Ermes, maledisse lui e tutta la sua discendenza. Ne conseguì che Pelope, diventato re, accumulò ricchezze ed onori ma, fu causa della rovina dei suoi figli, e della sua intera stirpe, nonostante avesse tentato di procurarsi i favori di Zeus istituendo le Olimpiadi.
Dalla moglie Ippodamia ebbe venti figli tra cui Pitteo, Alcatoo, Atreo, Tieste, Ippalco, Copreo, Scirone, Ippalcimo, Cleonte e Lisidice. Dalla ninfa Astioche ebbe Crisippo.
INTERPRETAZIONE E REALTA' STORICA
Il mito di Pelope riassume in sé diversi temi della mitologia classica. Per evidenziarne acuni:il mondo dei semidei (cui appartiene suo padre) che vive in maniera congiunta tra uomini ed immortali, l'amore pederastico tra una divinità ed un fanciullo (Ganimede), la colpa da espiare, ed infine, il nodo centrale della storia di Pelope, motivo per il quale viene celebrato e ricordato nella Grecia antica, la fondazione delle corse equestri e dei giochi stessi di Olimpia.
CURIOSITA
1)Pelope è spesso raffigurato in relazione alla gara con il carro, qualche volta in compagnia di Ippodamia. Una sua statua,nel tempio di Zeus(Olimpia), lo rappresenta nudo mentre si prepara alla gara sui carri. Egli è anche raffigurato nel frontono di suddetto tempio.
2)La spalla d'avorio(o il bracccio) era in realtà il simbolo della sua regalità
,infatti successivamente venne identificato come uno scettro che passò in mano di Agamennone.
3)Nella Lidia un altro racconto si era diffuso, dove gli dei degustavno il corpo intero del ragazzo.
4)Pelope viene chiamato nei miti anche Cromio e si presuppone che sia il progenitore di tutti gli Achei.

Domani, quindi....

....avremo i riscaldamenti. Possibile? Potrò togliermi il giaccone? Succederà davvero?? Sembra proprio di sì. Contenti?

lunedì 8 febbraio 2010

Grazie per i commenti

....finalmente! Commentate i post, non abbiate timore...